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Domande frequenti

Usare le Carte non solo è più comodo, ma anche più sicuro rispetto all’uso del contante. Se infatti perdi o subisci il furto del tuo portafogli, il denaro contenuto viene definitivamente perso. Di contro, la Tua Carta basata sulla combinazione Chip&PIN è uno strumento sicuro in quanto non utilizzabile dai soggetti terzi che non se ne siano appropriati indebitamente e non siano a conoscenza del tuo codice personale (PIN).

Le Carte BANCOMAT®/PagoBANCOMAT® da diversi anni ormai vengono tutte emesse con tali caratteristiche e, qualora la Tua non fosse dotata di Chip, puoi sempre rivolgerti alla Tua Banca o al Tuo Emittente e chiederne l’immediata sostituzione.

Parlando di numeri, non si registrano spese fraudolente per Carte BANCOMAT®/PagoBANCOMAT® che operano a Chip su Terminali con la medesima tecnologia.

Si registrano invece delle transazioni fraudolenti residuali per Carte BANCOMAT®/PagoBANCOMAT® che operano a Banda Magnetica: si tratta solamente dello 0,0013 % del valore totale delle transazioni fraudolente (dato al 31/12/2015).       

 

L’operatività a Banda delle Carte è ormai circoscritta a residuali operazioni di pagamento ed è peraltro in via di totale dismissione. Infatti, qualora la Carta sia dotata di un Chip e venga utilizzata per operare su un Terminale POS o ATM a sua volta in grado di leggere un Chip, l’operazione di pagamento o di prelievo viene eseguita a valere sulla tecnologia a microcircuito. Ciò, anche se sulla Carta sia presente la Banda.

Nei Circuiti BANCOMAT® e PagoBANCOMAT® possono essere emesse solo Carte Chip&PIN e la totalità degli ATM e la quasi totalità dei POS sono ormai migrati. Ciò detto, la presenza della Banda sulle Carte continua a giustificarsi in tutti quei casi (per quanto ormai marginali) in cui il Terminale non supporti, anche solo momentaneamente, il microcircuito ovvero per consentire l’operatività delle Carte anche in quei Paesi esteri in cui è ancora in uso la Banda magnetica. Si evidenzia che nei Paesi esteri la Carta potrà operare solo attraverso i Circuiti Internazionali presenti sulla Carta unitamente al BANCOMAT® e PagoBANCOMAT®.

La presenza della Banda sulla Carta non è comunque suscettibile di compromettere la sicurezza delle transazioni a microcircuito per le seguenti ragioni:

  • la Banda non contiene tutte le informazioni necessarie (come ad es. il PIN) al funzionamento della carta a chip, per realizzare prelievi BANCOMAT® e pagamenti PagoBANCOMAT®;
  • la Banca o il Soggetto Emittente, nel momento stesso in cui autorizza un prelievo o un pagamento, verifica sia la correttezza dell’operazione sia la tecnologia (microcircuito o banda) con cui l’operazione stessa sta avvenendo. Ove quindi rilevasse indici di anomalia la stessa è in grado di declinare l’autorizzazione al prelievo o al pagamento.

La normativa sui sistemi di pagamento (d.lgs. n. 11/2010) stabilisce un principio generale, in virtù del quale l’Emittente è tenuto ad effettuare il rimborso degli addebiti disconosciuti dal cliente immediatamente, fatto salvo il caso in cui non vi sia un sospetto di frode. In ogni caso, il rimborso non preclude la possibilità per l’Emittente di dimostrare anche in un momento successivo al rimborso stesso che l’operazione era stata autorizzata ed era quindi legittima. In tal caso l’Emittente potrà richiedere e riprendere l’importo inizialmente rimborsato.

Il Cash Trapping (o cattura banconote) è una tecnica di manomissione degli ATM, che fa sì che il denaro, anziché essere consegnato al Titolare della carta all’esito dell’operazione di prelievo, sia trattenuto dall’ATM stesso e successivamente recuperato dai malfattori. Il Titolare di Carta che sia rimasto coinvolto in episodi in cui l’operazione di prelievo non si sia conclusa con l’erogazione delle banconote, dovrà avvisare immediatamente la propria Banca o il proprio Emittente, che avvierà gli accertamenti del caso con il Soggetto gestore dell’ATM. Quest’ultimo è infatti in grado di verificare, attraverso le registrazioni dell’ATM stesso, se effettivamente vi sia stata manomissione oppure se la mancata erogazione sia riconducibile a momentanei malfunzionamenti del Terminale.

Si tratta si una frode che consiste nell’applicazione su terminali ATM e POS di una particolare apparecchiatura chiamata Skimmer, in grado di leggere e contestualmente copiare le informazioni contenute nella Banda magnetica della Carta. Per appropriarsi invece del codice segreto (PIN) ad essa associato, visto che lo stesso non è contenuto nella Banda, i truffatori utilizzano generalmente una microtelecamera nascosta o in alternativa una tastiera posticcia sovrapposta.

Disponendo di tali informazioni (dati della Banda e PIN), i frodatori sono in grado di produrre un duplicato della Carta che però funzionerà solo a Banda. Non è invece possibile usare il duplicato per effettuare operazioni a microcircuito, in quanto le tecniche oggi diffuse, come confermato anche dalla consulenza resa dal Politecnico di Torino sulla sicurezza delle carte BANCOMAT®/PagoBANCOMAT®, non consentono di realizzare anche duplicati del Chip. In relazione a ciò e per contrastare questo tipo di frodi, le operazioni di prelievo e di pagamento sui Circuiti BANCOMAT® e PagoBANCOMAT® avvengono con la tecnologia microcircuito allorché vi siano abilitati sia la Carta sia il Terminale. Inoltre, l’Emittente è in grado di verificare in tempo reale se l’operazione di prelievo o pagamento sta avvenendo a Banda o a Chip e, qualora avvenga a Banda ha la possibilità di declinare l’autorizzazione.

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